Ancona

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Il volto della nuova Ancona fascista è caratterizzato da pregevoli edifici la maggior parte dei quali visibili ancor oggi, nonostante le distruzioni causate da eventi sismici nonché dai proditori bombardamenti angloamericani. La città di Ancona subì seri danni già durante i bombardamenti austriaci del 1915, per poi subire il riflesso della crisi economica nazionale del 1919, evenienze che determinarono una stasi del settore edilizio. Tale situazione si protrasse sino al 1923, nel momento in cui la nuova amministrazione fascista s’insediò finalmente al governo della città, dopo aver sedato i tumulti provocati da bolscevichi e anarchici. Il protagonista indiscusso della politica cittadina fu durante tutto il Ventennio l’Avv. Riccardo Moroder (Ancona 1876-1941): discendente di un’antica e illustra famiglia anconitana, fu dapprima eletto sindaco (1923-26) poi nominato podestà (1926-39) ed infine Senatore del Regno d’Italia (1939-41). È all’instancabile opera del podestà che si deve la rinascita di Ancona nel Ventennio. Già nei primi anni dopo la Marcia su Roma (28 ottobre 1922) erano state ultimate le prime realizzazioni: gli Uffici del Genio Militare (1922-23), la ristrutturazione dei due mercati coperti (in piazza delle Erbe e in via Nazionale) e del Seminario Arcivescovile di Santa Palazia (1925: nuovamente ristrutturato 1950), la sistemazione del Museo Archeologico, della Pinacoteca e della Biblioteca Comunale (nell’ex convento di S. Francesco), la costruzione della nuova Scuola Elementare (Ing. Duranti, 1924-25) in via Tripoli e del nuovo Mattatoio Comunale (Ing. Duranti, 1924-25). Il 30 Ottobre 1930 una violenta scossa sismica causò notevoli danni, ai quali seguì un pronto intervento di ricostruzione edilizia. Tra gli edifici danneggiati dal sisma, importanti restauri (1930-33) interessarono il Manicomio Provinciale (Arch. Raniero Benedetti, 1905) nonché la Chiesa di S. Domenico (arch. Carlo Marchionni, XVIII sec.) in piazza Plebiscito: tali restauri vennero condotti (1930-31) dall’Ing. Gino Costanzi (Roma 1888-Ancona 1952), che lascerà il segno nell’architettura cittadina. Tuttavia, come vedremo, il protagonista indiscusso delle vicende architettoniche sarà l’allievo prediletto di Giuseppe Sacconi: Guido Cirilli (Ancona 1871-Venezia 1954).

Tra il 16 ottobre 1943 e il 17 luglio 1944 ben 186 bombardamenti aerei dei criminali angloamericani causarono 1.182 vittime, distruggendo i 2/3 degli edifici (scomparvero importanti testimonianze artistiche della città, tra cui la chiesa romanica di S. Pietro, la chiesa gotica della Misericordia, la chiesa secentesca di S. Primiano, la chiesa di S. Anna, il Palazzo Trionfi; vennero seriamente danneggiati e successivamente restaurati la Cattedrale di S. Ciriaco, il Palazzo del Senato, il Convento di S. Francesco alle Scale, il Teatro delle Muse), oltre il 70% del centro storico. A prescindere dal porto militare, non si trattava di obiettivi d’importanza strategica, in quanto tali bombardamenti avevano, com’era consuetudine per gli anglo-americani, finalità prettamente terroristiche.

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