Ancona

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parte I

Il podestà Riccardo Moroder (Ancona 1876-1941) commissiona all’Ing. Gino Costanzi (Roma 1888-Ancona 1952) il Palazzo Moroder-Costanzi (1926-29) ubicato in Largo Belvedere n. 10-12: maestoso edificio in stile neo-rinascimentale, destinato a residenze di impiegati statali e comunali, domina il centro storico con la sua mole. L’idea per il vasto edificio residenziale venne probabilmente dal romano Quartiere Dora, meglio noto come Quartiere Coppedè: sull’esempio di quei maestosi fabbricati eclettici, ma in uno stile molto più sobrio, l’ingegner Costanzi concepisce un imponente fabbricato di sei piani articolato nella canonica sequenza basamento / elevazione / coronamento. Tuttora appartenente alla famiglia Moroder, nota per l’omonima ditta di vini pregiati, tra gli inquilini illustri ebbe il poeta e giornalista Palermo Giangiacomi (Ancona 1877-1939).

L’ingegner Costanzi progetta anche Piazza Diaz (1933), definendone l’arredo urbano: due lampioni in ghisa recanti lo stemma comunale e la data (A. XI E. F.) tra fasci (abrasi) e la fontana ornata da marmorea conchiglia bivalve posta al centro dell’invaso spaziale. Malauguratamente, uno scriteriato intervento di ristrutturazione negli anni ’80 ha annullato l’unitarietà architettonica della piazza originaria, menomandone il decoro. L’Edificio Scolastico “E. De Amicis” (1929) opera del medesimo autore, si staglia tuttora sulla piazza: in stile classicista-eclettico, con accenti Liberty (specie negli interni) articolato in tre blocchi su tre piani fuori terra (due sul fronte anteriore, per via del declivio del terreno).

Il protagonista indiscusso delle vicende architettoniche della nuova Ancona fascista è l’Arch. Guido Cirilli (Ancona 1871-Venezia 1954), allievo prediletto di Giuseppe Sacconi (famoso per essere stato l’autore del Vittoriano-Altare della Patria in Roma) nonché continuatore di alcune sue opere (in particolare la Cappella Espiatoria a Monza eretta in memoria del regicidio, e la tomba del Re Umberto I nel Pantheon di Roma), e professore emerito presso la Facoltà di Architettura di Venezia. Cirilli aveva iniziato ad operare nella sua città natale già nel 1914, quando il sindaco Veschi gli commissionò il progetto per la piazza del Teatro. Nel 1920 intraprese la redazione del Piano generale della sistemazione di piazza Cavour, che avrà concreta attuazione solo con l’avvento dell’amministrazione fascista.

Nell’ambito di siffatta sistemazione, venne realizzato dallo stesso Cirilli il Palazzo delle RR. Poste e Telegrafi (1914 progetto; 1921-26 realizzazione), in cui sono evidenti i riferimenti all’architettura neoclassica del suo maestro Giuseppe Sacconi: in particolare, la composizione del prospetto anteriore colonnato serrato da due avancorpi angolari richiama il Vittoriano, che a sua volta si rifà all’Altare di Pergamo. Tra le critiche che colpirono l’opera di Sacconi, infatti, vi fu quella d’aver fatto un “monumento più greco che romano”: una critica senza dubbio ingenerosa, ma nient’affatto infondata, poiché i riferimenti architettonici erano stati desunti dagli antichi santuari ellenistici. Nel Salone del Pubblico, l’architetto Cirilli disegnò la semplice Lapide ai Postelegrafonici Caduti nella Grande Guerra (1927), meno “ricca” rispetto all’analoga lapide ai Ferrovieri (di cui diremo più innanzi). Rispettando il disegno del Cirilli, è stata creata una lapide speculare per i Caduti della Guerra 1940-1945. Il testo dell’epigrafe dedicatoria della prima lapide è il seguente: “NELLA SEDE NVOVA DEL LORO LAVORO / I FVNZIONARI DELLE POSTE E DEI TELEGRAFI / DELLA PROVINCIA DI ANCONA / SV QVESTA PIETRA VOTIVA ED AVGVRALE / INCIDONO I NOMI GLORIOSI DEI COLLEGHI / MORTI PER VN’ITALIA PIV’ GRANDE E PIV’ FORTE”.

Altra pregevole opera progettata dal Cirilli in questo periodo è il Palazzo degli Uffici della Banca d’Italia in piazza Garibaldi (1920-24), purtroppo andato completamente distrutto durante i bombardamenti angloamericani (1943-44). L’attuale sede della Banca d’Italia (1951-53) è, come vedremo più innanzi, opera del Piacentini.

Per saperne di più, vedi
Architettura del Ventennio. Ancona e Provincia: Razionalismo, Modernismo e Urbanistica. Guida alle Opere dal 1922 al 1943 (Tracce del Ventennio: Guida ai Monumenti e alle Opere) eBook : De Bartolo, Simone: Amazon.it: Kindle Store


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