Ancona

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PARTE 2

L’opera che maggiormente diede lustro a Guido Cirilli fu il Monumento ai Caduti Anconetani (1929-30), inaugurato dal Duce in persona, splendido tempietto circolare dorico octastilo in bianca pietra d’Istria, che nell’attico presenta ancora, fortunosamente, dei fasci littori ancora intatti (!). Il tempietto è inserito in una mirabile composizione urbana, l’area del Passetto. L’architetto era uscito vincitore da un concorso (1923) nel quale aveva dovuto competere con professionisti del calibro di Cesare Bazzani; il progetto del Bazzani (n. r.) prevedeva anch’esso un tempietto circolare dell’ordine dorico, ipetro (ossia senza copertura), ma, a differenza di quello del Cirilli, era previsto di ben 20 colonne: il numero più elevato di colonne rendeva la composizione più statica, mentre il monumento realizzato ha un maggiore slancio verticale.

Il progetto di sistemazione dell’area urbana del Passetto (1930) venne realizzato conformemente al progetto originario: l’area circolare attorno al monumento venne sistemata secondo il previsto disegno, mentre la discesa a mare caratterizzata da un sistema di scalee monumentali, fu realizzata tardivamente nel dopoguerra, col medesimo impianto planimetrico previsto dal Cirilli, ma eliminando i partiti decorativi neoclassici.

Altre opere anconetane del Cirilli: la Cappella dei Caduti (1919) all’interno del Duomo, distrutta nel 1944; la villa Ascoli Cesaroni (1920); la Fontana Dorica (1921) in piazza Stamira; i restauri della Cattedrale di S. Ciriaco (1920) e del Palazzo Giovannelli-Benincasa (1926), ricondotto alle pristine forme quattrocentesche; la Sede della Cassa di Risparmio (1932, realizzata in maniera difforme nel 1936 dall’ingegner Mazzocchi); la sistemazione del Palazzo della Provincia (oggi Palazzo del Rettorato dell’Università Politecnica delle Marche) che comportò il rifacimento della facciata e del salone d’onore (1931-35) ornato da decorazioni dello scultore e architetto Vittorio Morelli (Ancona 1886-1968) e del pittore Paolo Paschetto (Torre Pellice 1885-1963); la Casa del Mutilato (1934, progetto non realizzato: l’edificio sarà realizzato nel 1937 con un nuovo progetto dell’Arch. Eusebio Petetti). Nel Cimitero delle Tavernelle il Cirilli realizzò la Chiesa-Famedio (1932), ennesima variazione sul tema del Pantheon il cui pronao è risolto attraverso l’articolazione di paraste e di una trabeazione con frontone che riprende il tempio dorico greco; il nuovo Colombario (1938) a pianta centrica, scandito da semicolonne doriche greche non scanalate; la Tomba Santilli (1930).

Nella Stazione Centrale Guido Cirilli realizzò il Salone del Pubblico con la lapide-monumento ai Ferrovieri Caduti (1924-26) e la biglietteria; purtroppo, tali opere andarono distrutte assieme all’intero fabbricato ottocentesco della Stazione Ferroviaria, durante i bombardamenti anglo-americani: la Stazione attualmente visibile (1948) è opera del dopoguerra dell’Arch. Ing. Paolo Perilli (Roma 1904-82), e segue i modelli diffusi da Angelo Mazzoni e Roberto Narducci, tecnici delle Ferrovie dello Stato coi quali Perilli aveva già collaborato durante il Ventennio. Dell’Arch. Luigi Garlatti Venturini (Sinaia, Romania 1885 – Ancona 1962) è il progetto di sistemazione dell’imbocco di via Nazionale con la costruzione di ampi caseggiati e di un Albergo del Littorio (1929): detto progetto, in collaborazione con l’ingegner Luigi Battenti di Ancona per la parte tecnica, appare chiaramente improntato all’eclettismo storicista tardo ottocentesco. Il progetto dell’Albergo del Littorio si inquadra nell’ambito di quello che è l’intervento più importante realizzato dal Venturini ad Ancona, ovvero il risanamento della Zona Astagno (1929) con la conseguente apertura del corso Stamira (eroina anconitana d’epoca medievale): attualmente, l’intervento allora realizzato non è più riconoscibile, in quanto la maggior parte degli edifici sono stati sostituiti, per speculazione edilizia o per distruzioni belliche.

Tra gli anni Venti e gli anni Trenta prende forma la sistemazione del Viale della Vittoria, che dalla piazza Cavour conduce al Passetto, conformandosi come un “cannocchiale prospettico” avente come fondale architettonico il Monumento ai Caduti: la collocazione d’un’emergenza monumentale al termine di un asse viario principae è un semplice espediente della scenografia urbana rinascimentale, ripreso nelle concezioni urbanistiche novecentesche (un esempio tipico è la piacentiniana Via della Conciliazione a Roma). La maggior parte degli edifici disposti lungo tale viale sono edifici residenziali privati, destinati a residenze alto-borghesi. Luigi Garlatti Venturini progetta anche la Galleria del Risorgimento (1936), che verrà distrutta dai bombardamenti angloamericani e ricostruita (1949-50) come attualmente visibile, nonché il Palazzo Chiappini (1930) in piazza Roma. Altre opere: Palazzo della Società di Navigazione (1927) sul Molo Santa Maria; Palazzina (1946) in via Trieste n. 37; Casa Bellini (1926) nella frazione di TORRETTE; Edicola Marsili (1926), Edicola Perini (1926), Cappella Galeazzi (1926), Edicola Mancini Galliano (1956) nel Cimitero delle Tavernelle; Chiesa di Santa Maria della Misericordia Regina Pacis (1946).

Testo tratto da: “Architettura del Ventennio. Ancona e Provincia” Architettura del Ventennio. Ancona e Provincia: Razionalismo, Modernismo e Urbanistica. Guida alle Opere dal 1922 al 1943 : De Bartolo, Simone: Amazon.it: Libri


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