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   La nuova sede del R. Istituto Tecnico “Pitagora” di Bari venne inaugurata con solenne cerimonia il 6 aprile 1930, alla presenza del Ministro dell’Educazione Nazionale Balbino Giuliano (Fossano 1879 – Roma 1958), dell’On. Araldo di Crollalanza (Bari 1892 – Roma 1986) – all’epoca da poco nominato Ministro dei Lavori Pubblici – e del Vescovo Mons. Augusto Curi (Servigliano 1870 – Bari 1933) che impartì la benedizione. Durante la cerimonia, il Preside rievocò le origini dell’istituto, ricordando che, in quel lontano 1865, i primi 36 allievi furono accolti “nella piccola casetta De Gemmis, in piazza S. Vito, di fronte al mare”.

   Le cronache dell’epoca non riportano il nome dell’effettivo progettista del nuovo fabbricato, ma le tavole originali del progetto sono state ritrovate tra le carte dellIng. Giovan Battista Giocoli (Ferrara 1860/70 – Bari 1932), il quale, Capitano di complemento durante la guerra 1915-18 in cui fu gravemente ferito, entrò nell’Ufficio Tecnico Provinciale di Bari il 10 gennaio 1923 per rimanervi fino alla dipartita (19 agosto 1932). Tale progetto fu redatto in collaborazione con l’architetto Saverio Dioguardi (Rutigliano 1888 – Bari 1961), che ne assunse la direzione artistica. Il fabbricato, infatti, si distingue per la finezza dei dettagli architettonici: il portale, dell’ordine jonico greco, presenta una rimarchevole protiride (chiave d’arco ornata da mensola ad “S”) ornata da una protome femminile elmata, che rimanda alla Dea romana della Sapienza, Minerva. L’architettura dell’eclettismo è tutta nei dettagli, che spesso sono “parlanti”: nelle inferriate dei portoni, difatti, si distinguono le lettere I T (che stanno, logicamente, per “Istituto Tecnico”). Nel progetto era anche previsto un torrino con orologio, poi in fase d’esecuzione non realizzato (vedi disegno originale).

   Nel vestibolo d’ingresso si trova tuttora la Lapide agli Studenti Caduti in Guerra (1921-22), opera pregevole dello scultore Antonio Bassi (Trani 1889-1965) con epigrafe dettata dall’insigne letterato barese Armando Perotti (Bari 1865 – Cassano Murge 1924): NELL’OFFERTA DI SÉ / ALLA PATRIA PIÙ GRANDE / ARSE LA VIRTÙ QUI ALIMENTATA / E QUI NE DURI LA MEMORIA E L’ESEMPIO / MDCCCCXXI. Nell’interno dell’edificio si trovava anche la Targa commemorativa del Prof. Gaetano Montedoro (1924), opera dello scultore Gaetano Stella (Bari 1888 – 1964), purtroppo perduta (forse donata alla Patria durante l’ultima guerra). Una vasta biblioteca e vari “gabinetti scientifici” costituivano dotazioni invero all’avanguardia per l’epoca, sicché il R. Istituto Tecnico “Giulio Cesare” era davvero il fiore all’occhiello degli istituti scolastici baresi del Ventennio.


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