A Bisceglie (oggi nella nuova provincia di Barletta-Andria-Trani, ma storicamente in provincia di Bari) si realizzano nel Ventennio varie opere pubbliche: vengono sistemati i giardini di piazza Vittorio Emanuele, eretto l’artistico Obelisco ai Caduti, aperto al traffico il Rettifilo, ampliata ed abbellita di un’aiuola la stazione ferroviaria, sistemati il Largo Cappella e piazza San Francesco, che fu ornata di alberi, riattato il porto (e ripresa la costruzione del molo di ponente, iniziata nel 1914 e interrotta allo scoppio della prima Guerra Mondiale), aperto un Mercato ortofrutticolo (1927), realizzato il Lido a Est del Porto e iniziata una strada per la contrada San Francesco, sistemata l’intera rete della fognatura (1930). Con la costruzione nel 1931 del grande edificio scolastico “A. Di Crollalanza” (oggi “E. De Amicis”), progettato dall’ing. Luigi Buttiglione viene risolto il problema dei locali per le scuole primarie. L’Edificio Scolastico Edmondo De Amicis (Ing. Luigi Buttiglione, 1931), già Edificio Scolastico “Anna Di Crollalanza”, come la quasi totalità degli edifici scolastici dell’epoca ha due ingressi, per le due distinte sezioni maschile e femminile. La veste architettonica del fabbricato è improntata ad un sobrio classicismo: i due ordini di finestre (bifore architravate) sono scanditi da piatte lesene, mentre la paraste d’angolo degli avancorpi (centrali e laterali) sono coronate da capitelli d’anta jonici; in corrispondenza dei capitelli, risalti di trabeazione, che riecheggiano il cosiddetto “dado brunelleschiano”, a cui corrispondono nell’attico piedistalli reggenti sfere in funzione d’acroteri. L’edificio è stato adibito a ricovero ospedaliero negli anni della guerra (1941-46), per poi tornare a tutt’oggi alla sua funzione originaria. Il rinomato Ospedale Psichiatrico (Ing. Luigi Buttiglione, 1935-40) di Bisceglie fu istituito nell’anno 1933 con l’ampliamento dell’Istituto di Ricovero per Alienati Cronici e Deficienti “Casa della Divina Provvidenza”, fondato il 3 agosto 1921 da Don Pasquale Uva (Bisceglie 11 agosto 1883-13 settembre 1955) parroco della chiesa di S. Agostino in Bisceglie, e inaugurato nell’anno 1926. L’ampio edificio consta di due distinti padiglioni maschile e femminile, alti tre piani e dotati di ampie logge che prospettano su di un vasto cortile, utile per dare aria e luce ai degenti; attualmente la struttura originaria degli anni ‘30 è irriconoscibile a causa degli interventi di ristrutturazione succedutisi negli anni ’60-’70. Lo stesso Don Pasquale Uva volle la realizzazione dell’imponente Basilica di S. Giuseppe (Ing. Luigi Buttiglione, 1953), la quale, pur essendo stata costruita nel dopoguerra, riprende lo stile romanico pugliese alla stregua delle chiese dell’anteguerra. La pianta è a croce latina; la facciata è a salienti, tripartita da lesene, e presenta un ampio rosone fiancheggiato da bifore, il tipico coronamento ad archetti pensili ed un protiro che inquadra il portale principale ad arco. Il maestoso campanile (h. m. 58) è a 5 ordini sovrapposti, e presenta un progressivo alleggerimento della massa muraria man mano che si procede verso l’alto; si ha infatti una successione di bucature vieppiù ampie: monofore, bifore, trifore, tetrafore, pentafore. Alla morte di Don Uva, al fine di onorarne degnamente la memoria, venne eretto un artistico busto (scultore Francesco Scaringi di Trani, 1955) collocato all’ingresso della Casa della Misericordia. Per quanto concerne gli edifici adibiti ad ospitare le Istituzioni di Partito, la sede del PNF venne accolta in un edificio preesistente, il Palazzo Logoluso in piazza Vittorio Emanuele II, già dal 1920 (quindi prima della Marcia su Roma), mentre la Casa della GIL fu progettata dall’Ing. Alfredo La Gioia di Triggiano(1937), ma la costruzione – sebbene fossero stati demoliti i fatiscenti fabbricati che insistevano sull’area e si fosse iniziato a scavare le fondamenta – non venne mai portata a termine a causa dei rivolgimenti bellici. Il Comune indisse un Concorso (1923) per l’erezione del Monumento ai Caduti di Bisceglie in piazza Vittorio Emanuele II, tra i partecipanti: Mario Sabatelli, Gaetano Stella, l’Arch. Saverio Dioguardi, Vincenzo Piscitello, Giuseppe Pellegrini, Leonardo De Candia. L’incarico fu assegnato all’Ing. Mauro Albrizio (Bisceglie 1852-1931), già progettista del Rettifilo di via Vittorio Veneto (1925-28), ed a Mario Sabatelli (Bari 1882-1953), uscito vincitore dal concorso, e il monumento venne inaugurato il 5 Ottobre 1924.
Per saperne di più, vedi nella sezione Libreria – Arte Ventennio il volume “Architettura e Scultura Monumentale del Ventennio Fascista in Terra di Bari” (L’Arco e la Corte)



Lascia un commento