Campobasso

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GLI ANNI TRENTA

   Dell’Arch. Giuseppe Samonà (Palermo 1898 – 1983) è il Palazzo di Giustizia (1931-35), inaugurato il 28 Ottobre 1935 dal Podestà Renato Pistilli; l’edificio ospitava gli uffici del Tribunale, della R. Procura, della Corte di Assise e della R. Pretura. Il massiccio blocco squadrato è scandito da semicolonne doriche che riecheggiano i fronti dei templi della Magna Grecia; dette semicolonne non sporgono dal piano della facciata, sicché questa appare come un compatto volume squadrato, ricordando il pronao in antis. Il fronte minore è tetrastilo, mentre quello principale è dodecastilo, interrotto in mezzeria dal portale che comprende la finestra del piano nobile, elevandosi sino alla trabeazione di coronamento.  La severità associata alla semplicità e purezza di linea vuole rappresentare una concezione della Giustizia che – purtroppo – è in antitesi con l’attuale sistema giudiziario.

   Sulla piazza Gabriele Pepe prospetta il sobrio fabbricato della sede del Banco di Napoli (Ufficio Tecnico del Banco di Napoli, 1935). Tale fabbricato si eleva su tre piani fuori terra, compreso il rialzato, e rinunzia programmaticamente ad ogni ornamentazione superflua; è in corrispondenza dell’ingresso, posto in posizione angolare per enfatizzare il rapporto dell’edificio con la piazza, che si trovano gli elementi decorativi: tre fasci littori per lato che incorniciano il portale, e lo stemma del Banco, posto tra il primo e il secondo piano. Per il resto, le facciate sono giocate su semplici rapporti geometrici e sulla bicromia del paramento murario (travertino e mattone), che riprende i coevi esempi romani, specie piacentiniani.

   La Casa della GIL (1936-38), è opera dell’architetto Domenico Filippone (Napoli 1903 – Caracas, Venezuela 1970). Il progettista risultò vincitore del concorso appositamente bandito nel 1933, dopo che la direzione dell’ONB aveva respinto il precedente progetto dell’ing. Carlo Pace (1929), tecnico comunale. Il poderoso fabbricato – impostato su di una planimetria ad “U” – si caratterizza per uno stile sobrio ed essenziale, tra Razionalismo e Novecento, presentando una impostazione planimetrica fondata su di un impianto simmetrico; le testate laterali presentavano ognuna la scritta “GIL” sovrastante un bassorilievo raffigurante l’emblema dell’Organizzazione giovanile (il libro e il moschetto). Negli interni trovano posto gli uffici, una fornita biblioteca, un cinema-teatro ed una palestra, disposti attorno al cortile delle armi, destinato alle attività ginniche all’aperto. Nel vestibolo d’accesso al cinema-teatro si trovano pitture dell’artista locale Peppino Piccolo (Catania 1903 – Pescara 1983), raffiguranti attività ginniche. Come la quasi totalità delle Case dell’ONB (poi GIL), essa segue le direttive del Tecnico dell’ONB, Arch. Enrico Del Debbio (Carrara 1891 – Roma 1968), noto per essere stato l’Autore del Foro Mussolini a Roma. Nel dopoguerra ha subito pesanti alterazioni, essendo state demolite le ali laterali nel 1992. Alcuni recenti “restauri” (2011) purtroppo sono serviti da pretesto per sfigurare ulteriormente il monumento, eliminando i simboli superstiti, ossia le scritte “GIL” ed il simbolo a bassorilievo del libro col moschetto. Lo stesso Filippone redasse un progetto (non realizzato) per la Casa Littoria di Campobasso, caratterizzata da un fronte curvilineo leggermente concavo e da una massiccia e severa torre littoria, del quale è rimasto a testimonianza   un plastico; realizzò inoltre un gruppo di Case INCIS (1938), in stile razionalista, molto differente rispetto al precedente edificio (1930) di stile neorinascimentale.

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