GLI ANNI VENTI
A Campobasso l’intervento del nuovo Governo locale privilegiò il restauro e il riuso di fabbricati preesistenti, quali il Palazzo Comunale. Tra gli interventi realizzati ex novo, si segnala per la sua imponenza il Palazzo della Banca d’Italia (1924-25) dell’Ing. Biagio Accolti Gil (Conversano, Bari 1872 – Roma 1940), che fa da sfondo all’ottocentesco Monumento a Gabriele Pepe nell’omonima piazza. Su di un sobrio basamento a fasce bugnate si colloca un’elevazione a due piani scandita da semplici lesene, secondo lo stile neorinascimentale caro all’Autore (si ricordino i palazzi di Bari e di Brindisi, di pochi anni posteriori). Le finestre “inginocchiate” (aventi cioè il davanzale sostenute da ampie mensole) del pianterreno – dette anche “michelangiolesche” – riprendono le analoghe finestre del Palazzo Medici – Riccardi a Firenze, opera appunto del Buonarroti. Nel salone del pubblico trovano posto pregevoli decori, tra cui spiccano 7 lunettoni dipinti da tre valenti artisti: Francesco Paolo Diodati (Campobasso 1864 – 1940), Arnaldo De Lisio (Castelbottaccio, Campobasso 1869 – 1949), e Nicola Biondi (Capua, Caserta 1866 – 1929); detti lunettoni raffigurano Episodi della storia molisana (1924), e precisamente: l’Ingresso di Ferrante I Gonzaga in Campobasso, la visita del Pontefice Alessandro III a Termoli e di Papa Celestino V ad Isernia, il Riscatto di Campobasso dal dominio feudale, la Morte di AmedeoVI Savoia detto il Conte Verde, la Pace fra Crociati e Trinitari, L’arrivo del Re Vittorio Emanuele II a Venafro.
Il Teatro Sociale Savoia (Ing. Carlo Pace, 1925-27) ed annesso Albergo, su disegno dell’Arch. Leonardo Paterna Baldizzi (Palermo 1868 – Roma 1942), dal punto di vista prettamente architettonico è alquanto misero, ma rivela finiture di discreta fattura, di stile Liberty (balaustre, ringhiere, lampadari, applique in ferro battuto di Giuseppe Tucci, 1926-27). Nel foyer, pitture rappresentanti paesaggi molisani e scene di vita popolare (1925) del pittore locale Arnaldo De Lisio (Castelbottaccio, Campobasso 1869 – 1949), che, come anzi detto, operò anche nell’ambito della decorazione pittorica degli interni della Banca d’Italia. La sala della platea dispone di quattro ordini di palchi, ed è coperta da una volta a specchio recante l’affresco “Il Trionfo dei Sanniti” dello stesso Arnaldo De Lisio. Tra le opere minori, il Palazzo delle R. Poste, la Scuola Elementare “Enrico D’Ovidio”, ed il R. Istituto Tecnico “Leopoldo Pilla” (1925-31), inaugurato il 24 maggio del 1931 da parte del Re Vittorio Emanuele III; tali opere vennero progettate dall’Ing. Carlo Pace, capo dell’Ufficio Tecnico Comunale, negli anni ’20, secondo i dettami dello eclettico-neorinascimentale tardo ottocentesco, detto “stile umbertino”. L’ottocentesca Stazione Ferroviaria venne ricostruita ex novo nel 1942, in occasione del XX della Rivoluzione Fascista: sulla facciata vi è traccia di un fascio littorio e di uno stemma sabaudo, abrasi per damnatio memoriae.


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