Carrara

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A Carrara, in via G. Verdi angolo via A. Pelliccia, è situata la Casa del Balilla-sede ONB (Opera Nazionale Balilla) progettata dall’Ing. Giuseppe Boni (Carrara 1884-1936) nel 1927 e realizzata nel 1929-38: l’edificio fu inaugurato da S. E. Renato Ricci il 3 Aprile 1935, mentre nel 1938 furono inaugurati il teatro ed il campo sportivo annessi; oggi la Casa del Balilla è sede di un liceo artistico. L’architetto carrarese Giuseppe Boni realizzò anche il Palazzo delle RR. Poste e Telegrafi (1933), dalla rimarchevole la soluzione d’angolo: l’ingresso monumentale è fiancheggiato da due statue dello scultore Sergio Vatteroni (Carrara 1890-1975). Ambedue le opere del Boni si presentano legate all’eclettismo ottocentesco: bugne nel basamento, cornici marcapiano, paraste e lesene, cornicione di coronamento, sono tutti elementi desunti dal lessico dell’architettura del classicismo ottocentesco, di marca neo-rinascimentale, con un occhio alla “Regola” del Vignola e l’altro alle riviste e alla manualistica Hoepli (ci riferiamo in particolare ai manualetti di Alfredo Melani, che ebbero considerevole fortuna). Una architettura “borghese” e pertanto “meno fascista” di altre Case del Balilla (o del Fascio)? Forse sì, forse no. Noi non adoperiamo il “fascistometro”, né in positivo né in negativo. L’opera del Boni è solida, ben fatta, e soprattutto è in linea con la grande Tradizione architettonica italiana: che sia poco o punto moderna, non ne risente affatto la sua qualità artistica. E soprattutto non ce ne importa nulla. “Ce ne freghiamo” di Zevi e delle sue castronerie.

Altre opere vi furono a Carrara, ne diamo un cenno. Vasta opera ingegneristica fu la realizzazione del “Lungomare del Littorio”: 4 km lunghezza, larghezza 30, metri unisce le due frazioni di Marina di Massa e Marina di Carrara. In quest’ultima frazione, si trova il Villaggio Marino ONB “Torino” (Ing. F. Mansutti – G. Miozzo, 1937) in viale G. Galilei. Vaste furono anche le realizzazioni in tema di edilizia residenziale pubblica, con la costruzione di varie case popolari: Villaggio IFACP “San Martino” (Ing. E. Galeotti, 1927), conformato da case a schiera su 2 piani, aggregate attorno ad uno spazio semipubblico; Case Economiche complessi di Bedizzano, Gragnana, Miseglia, Torano (1926-277); Case Operaie complessi di Codena, Colonnata, Bergiola (1927); Case Operaie complessi di Grazzano (1928). Tra le altre opere pubbliche, si ricordino inoltre lo Stadio del Littorio, il Palazzo INFAIL, l’ampliamento dell’Ospedale Civile, la R. Scuola Artistica Industriale. Il progetto più significativo, tuttavia, fu quello, inopinatamente non realizzato, redatto dall’Arch. Enrico Del Debbio (Roma 1891-1968): si trattava di un progetto di riqualificazione dell’ingresso alla città, con la formazione di due testate simmetriche a guisa di propilei, nell’ambito del PRG (1938-42), redatto dallo stesso Del Debbio.


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