(parte I) – Nel Ventennio furono compiute numerose opere pubbliche a Cerignola, tra le quali primaria importanza per la vita cittadina assume, ovviamente, la rete idrica AQP (1923) con le relative fontanelle pubbliche: l’arrivo dell’acqua a Cerignola il 7 ottobre 1923 fu festeggiata con l’inaugurazione della fontana dell’Acquedotto Pugliese (1924) nella Villa Comunale “Re Umberto I”, consistente d’una semplice vasca circolare con zampillo al centro analoga a quella inaugurata a Bari qualche anno prima.
Tra le altre opere di pubblica utilità: i Magazzini Generali del Consorzio Agrario Provinciale (1930); il Dispensario d’Igiene Sociale (Ing. Giuseppe Coppola, 1929) inaugurato il 28 ottobre 1929-VII; il Campo Sportivo del Littorio (Ingg. Luigi e Tobia Raitani, geom. Federico Antonellis, 1931) caratterizzato dall’ingresso rimarcato da due colonne joniche ed avente tribune per ben 2000 posti, con campo da calcio attrezzato e pista d’atletica, che vide per la prima volta a Cerignola l’uso del cemento armato per la copertura della tribuna d’onore; la Palestra ONB (Ingg. Luigi e Tobia Raitani, geom. Federico Antonellis, 1931) nelle vicinanze del Campo Sportivo; la Caserma Caprarella dei RR. Carabinieri (Impresa Giuseppe Pedone di Cerignola, 1925-33), riveniente dalla ristrutturazione d’un edificio ottocentesco; Impianto d’illuminazione pubblica (1932) con lampioni “a pastorale”.
Importanti lavori furono condotti nel Cimitero Comunale (1929-32) dall’Ing.Luigi Raitani (Cerignola 1873 – 1941), in particolare rifacendo l’ingresso monumentale e la Cappella ottagona, in stile neorinascimentale chiaramente ispirato dai coevi progetti per il Cimitero foggiano del Foschini. Nell’interno del Camposanto, si trovano cappelle ed edicole di vari stili: la Cappella Pascarella (1939) di stile classicista semplificato; l’Ossario Comunale dei Caduti della Guerra 1940-45 (1959) di stile razionalista, che reca il celebre verso oraziano “DVLCE ET DECORVM EST PRO PATRIA MORI”; la Cappella Cianci-Grillo (scalpellino A. Zefferino, 1930 ca.) e la Cappella Zingarelli (1935) di stile neo-medievale.
Venne finalmente ultimato (1934) e consacrato il 14 settembre 1934-XII dal Vescovo Vittorio Consigliere (1883-1946) il Duomo di Cerignola (detto “Duomo Tonti” o più propriamente “Cattedrale di S. Pietro Apostolo”) realizzato su disegno (1882) dell’Arch. Ing. Giuseppe Pisanti (Ruoti, Potenza 1826 – Napoli 1913), dopo una lunga gestazione progettuale e costruttiva. Difatti il progetto era stato inizialmente redatto dall’architetto Francesco Saponieri (Bitonto 1788 – Napoli 1867), in due versioni (1846 e 1855-57) ambedue di stile neorinascimentale, ma venne rifiutato; a queste seguì un nuovo progetto in due versioni (1868 e 1870) dell’architetto napoletano Errico Alvino (Milano 1809 – Roma 1872) in stile ogivale-toscano, cui segue la versione definitiva (1882-83) effettivamente realizzata del discepolo dell’Alvino, Ing. Giuseppe Pisanti (Ruoti, Potenza 1826 – Napoli 1913), che (discostandosi radicalmente dal progetto Alvino) si richiamò espressamente nello stile e nella composizione alla Cattedrale di S. Maria del Fiore a Firenze (ciò è evidente in particolare nel disegno della cupola a sesto rialzato costolonata e contornata da tribune che riprende quella del Brunelleschi, ed anche nella composizione della facciata ispirata a quella ottocentesca di Emilio De Fabris). Le decorazioni interne sono opera dello scultore e pittore decoratore Stefano Soro (Genova 1895 – Foggia 1958), in collaborazione con l’Ing. Gaetano Cappa di Napoli subentrato nella direzione lavori (1920-27) all’Ing. Silvio Castrucci (1912-20), che eresse la cupola a doppia calotta (1912-19, Impresa Marotta) ispirata a quella brunelleschiana (come nella cupola fiorentina, anche in questa tra le due calotte è stata realizzata una scaletta per raggiungere il lanternino; il rivestimento in lastre di rame è del 1927-28); a questi subentrerà l’Ing. Luigi Raitani (1927-34) nell’ultimo periodo della costruzione.



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