Forattini

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Giorgio Forattini (Roma 1931 – Milano 2025), maestro della satira politica italiana, è deceduto a Milano all’età di 94 anni. La sua matita, pubblicata su testate prestigiose come Paese Sera, La Repubblica, La Stampa e Il Giornale, ha saputo cogliere l’essenza dei potenti, cristallizzando vizi e virtù in caricature che sono entrate di diritto nell’immaginario collettivo nazionale. Tra le sue più celebri e incisive caratterizzazioni, spicca il ritratto di Bettino Craxi, che Forattini veste alla maniera di Mussolini e atteggiato nelle tipiche pose “ducesche”, spesso affacciato al balcone di Piazza Venezia. Nel momento in cui Craxi è vinto, sconfitto dall’accanimento giudiziario-comunista, il parallelismo con Mussolini si esplica nella rievocazione della “macelleria messicana” di Piazzale Loreto: in maniera apparentemente paradossale, Forattini in questa maniera non infierisce sui vinti, né su Craxi né su Mussolini (pur non nutrendo affatto simpatie fasciste). Una maniera che appare paradossale solo nel contesto attuale: un tempo, proprio a causa della celebre esclamazione di Ferruccio Parri, i comunisti non rivendicavano quella barbarie come invece fanno adesso, augurando ai nemici politici la stessa sorte di Mussolini e dei gerarchi. La loro violenza era reale, seppur vigliacca, mentre adesso è esclusivamente virtuale, si celano dietro lo schermo di un computer (ancora più vili). Un episodio che segnò profondamente la carriera (e la vita) di Forattini fu il “Caso Mitrokhin” (1999). Nella vignetta incriminata, pubblicata su La Repubblica, era raffigurato l’allora Presidente del Consiglio Massimo D’Alema nell’atto di cancellare con un bianchetto i nomi presenti nel dossier Mitrokhin, un archivio segreto russo che conteneva le liste di italiani in contatto con il KGB sovietico (ossia comunisti italiani che lavoravano, lautamente pagati, come spie al soldo di una potenza straniera: un reato che dovrebbe portare di fronte alla Corte Marziale). L’immagine scatenò la reazione rabbiosa e scomposta di “Baffino”: D’Alema promosse una causa civile per risarcimento danni da 3 miliardi di lire, accusando pretestuosamente il vignettista di calunnia. Altro che “libertà di satira”, che i compagni invocano solo quando fa loro comodo! Forattini resterà sempre il Re della satira per il suo coraggio, la sua capacità di sintetizzare questioni complesse in un singolo disegno e, non da ultimo, per la sua indipendenza.


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