PARTE 1
Nato a Bari nel 1901 come Luigi Boccasile, l’artista ha mostrato un talento precoce per il disegno nonostante un grave incidente avvenuto a soli 12 anni, che gli ha causato la perdita dell’occhio sinistro. Questa menomazione, che lo costrinse a una visione monoculare, potrebbe aver paradossalmente facilitato la sua abilità nel disegno, un fenomeno che si pensa abbia influenzato anche il pittore olandese Rembrandt.
Dopo gli studi a Bari, nel 1918 si trasferì a Milano, all’epoca centro dell’arte moderna in Italia. Nel capoluogo meneghino iniziò a lavorare come figurinista, disegnando modelli di abiti femminili, prima di trovare la sua vera vocazione come illustratore pubblicitario.
Boccasile iniziò la sua carriera di grafico pubblicitario nell’agenzia Mauzan-Morzenti, dove ebbe modo di sperimentare e perfezionare il suo stile. Per un breve periodo negli anni Venti, si avvicinò al Futurismo, usando il nome d’arte di Gibì, uno pseudonimo breve che evocava il sintetismo dinamico tipico del movimento (Tato, Sto e tanti altri futuristi usavano pseudonimi bisillabici). Questa esperienza fu significativa, sebbene di breve durata, in quanto Boccasile rimase fedele al suo stile figurativo, caratterizzato da un’immediata e vivace resa delle figure. Nel 1927 si trasferì a Buenos Aires, dove il suo datore di lavoro Mauzan aveva aperto una filiale. Qui conobbe sua moglie, Alma Corsi, con la quale avrebbe avuto due figli. Dopo un breve periodo a Parigi, dove espose le sue opere al Salon des Indépendants, tornò definitivamente a Milano.
Nel 1936, Boccasile fondò la sua agenzia pubblicitaria, la “ACTA”, insieme al suo amico Franco Aloi. L’agenzia, con sede nella Galleria del Corso, divenne famosa per la qualità delle sue illustrazioni, che spiccavano per la loro vividezza tanto da sembrare vive e reali. Lavorando per l’ACTA, realizzò una vasta gamma di lavori: manifesti, dépliant e copertine di riviste, consolidando la sua reputazione e formando una generazione di giovani grafici che lavoravano con lui. Tra le sue collaborazioni più importanti, si ricorda quella con Giaci Mondaini per le campagne promozionali del riso e quelle contro la tubercolosi. In quest’ultima, i manifesti più celebri furono quelli disegnati dall’amico Giaci, in cui il volto della bambina era della figlioletta, la futura attrice Sandra Mondaini.
“Ero ancora in fasce e papà, fuori di sé dalla gioia, mi portava alle Tre Marie di Corso Vittorio Emanuele. Sono stata la prima figlia di quel gruppo di giovani intellettuali, di scrittori, di artisti che quotidianamente si riunivano in quel caffè: [Cesare] Zavattini, Carletto Manzoni, Giovanni Mosca, Erberto Carboni, Bernardino Palazzi, Saul Steinberg, Baccelli, Walter Molino, Gino Boccasile, Rino Albertarelli [N. MONANNI, “Papà, un artista”. I ricordi di Sandra, in La Repubblica, 13 aprile 1995, p. XX].
Nello stesso anno, l’arte di Gino Boccasile riceve un importante riconoscimento con la sua esposizione alla VI Mostra Sindacale Romana. In questo periodo, il suo stile è molto influenzato dall’Art Déco e dal suo maestro, Marcello Dudovich. I due artisti si influenzano vicendevolmente: Dudovich adatta il suo stile a quello più moderno di Boccasile per la propaganda fascista, mentre Boccasile si ispira alle finezze Déco del maestro nei suoi primi manifesti commerciali.
Boccasile è noto per aver attinto spesso all’immaginario coloniale per i suoi manifesti, sfruttando l’esotismo per promuovere prodotti come l’Amaro Felsina Ramazzotti o la Moto Bianchi. Le sue raffigurazioni di bellezze esotiche richiamano anche la celebre ballerina Josephine Baker, che furoreggiava nella Parigi degli “anni ruggenti”.
Tra le numerose collaborazioni di Boccasile, spicca quella per il volume Il Novelliere Italiano (1941), dove i suoi disegni si fondono alla perfezione con quelli di Dudovich. Ha anche lavorato per un gran numero di riviste, tra cui Il Dramma, per cui ha realizzato un’iconica caricatura del comico Erminio Macario. Oltre ai manifesti, Boccasile ha illustrato copertine per importanti case editrici come Mondadori e Rizzoli. In particolare, ha disegnato la sovraccoperta della prima edizione italiana del romanzo Uomini e Topi di John Steinbeck, optando per una raffigurazione semplice e toccante che allude alla povertà dei protagonisti.
Il suo più grande successo commerciale fu la creazione della “Signorina Grandi Firme” per l’omonima rivista. Questa formosa ragazza, che appariva in copertina in situazioni umoristiche, divenne un’icona di tale popolarità che ispirò concorsi di bellezza e persino una canzone del Trio Lescano. Questo successo dimostra la capacità di Boccasile di creare personaggi che si fissavano nell’immaginario collettivo.
“… a proposito delle mie copertine, molti si domandano dove trovo modelle con così belle gambe, ho già detto che considero le gambe come la cosa più importante nella donna, per me il corpo femminile non è altro che il resto delle gambe”. A proposito della sua passione per il gentil sesso, nell’articolo Io e le donne apparso su Le Grandi Firme del 1° luglio 1937 affermava: Sono un pittore ottimista, perché vedo la vita dal suo lato più suggestivo: le belle donne… Nulla è più eloquente di un paio di belle gambe” [WULF 2007].
La “Signorina Grandi Firme”, iconico personaggio creato da Boccasile, era una figura semplice e realistica, una sorta di “ragazza della porta accanto”, molto lontana dalle algide bellezze d’oltreoceano. Nonostante il suo enorme successo, la rivista fu soppressa nel 1938 a causa delle proteste del Vaticano, dimostrando quanto la censura clericale influenzasse la cultura dell’epoca, ben più di quanto facesse l’ideologia fascista.
Negli anni Trenta, Boccasile si distinse anche nella creazione di cartoline reggimentali per l’esercito, un ambito dominato da altri artisti. I suoi soggetti, ispirati alla vita militare, furono poi ripresi per la propaganda, soprattutto nel periodo 1940-1943.
Testo tratto da: BOCCASILE: Segreti, storia e illustrazioni di un maestro del ‘900 eBook : de Bartolo, Simone: Amazon.it: Kindle Store
Per approfondire: Gino Boccasile. Il pubblicitario di Mussolini dal ventennio al dopoguerra : De Bartolo, Simone: Amazon.it: Libri






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