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Il Padiglione Italia alla Esposizione di Parigi del 1925 fu costruito su progetto dell’architetto accademico Armando Brasini (Roma 1879-1965). Il maestoso prospetto principale, che nelle proporzioni si rifà agli archi trionfali romani, presenta un marcato basamento, un ordine classico ed un attico su cui poggia il tetto a quattro falde con lieve pendenza. L’ ordine è costituito da due colonne ai lati del portale d’ ingresso, poggianti su elevati piedistalli e basi non canoniche; dette colonne presentano capitelli che fondono mirabilmente elementi jonici e corinzi, oltre ad un aumento delle scanalature onde accentuarne lo slancio verticale, rimarcato dalle due nicchie emisferiche simmetricamente poste ai lati di esse. Il portale presenta una cornice sagomata con fregi ed un architrave recante la scritta “ITALIA” sormontato da una cimasa decorata da un motivo ondiforme, che corre anche sul fianco dell’edificio. Su questa si eleva un piedestallo ornato da quattro mensoloni scanalati, denunzianti nel modellato chiara ispirazione michelangiolesca, sorreggente una lapide recante epigrafe dedicatoria posta tra due simulacri muliebri, opera di Angelo Zanelli. Nella trabeazione dell’ordine, adorna di metope e dentellature classiche, si trova un bassorilievo figurante due arcangeli recanti fasci littori, con evidente allusione alla missione spirituale del Fascismo. Nell’ attico infine si notino la sima con protomi leonine ed il geison adorno di foglie di palma, elementi desunti dall’ ordine dorico greco. Negli alzati laterali dell’edificio si trovano finestre ad arco a pieno centro inquadrate da una cornice architravata, sormontata da figure virili, modellate a bassorilievo dal Felci, che stanno ai lati di corone d’ alloro entro cornici modanate con dentelli nella parte inferiore. Dal vestibolo, in cui trovasi un medaglione in bronzo dorato con la lupa capitolina, si accede alla sala principale, coperta da una volta a botte lunettata con lacunari; le pareti presentano uno zoccolo in marmo giallo di Siena, su cui si eleva un paramento in marmo bianco di Carrara, con quattro levrieri in bassorilievo posti ai lati delle finestre e modellati dallo stesso Brasini. Al di sopra del paramento vi è un fregio a rami stilizzati, di colore argento con decorazioni di volatili esotici, realizzate dal Costantini in stile preraffaellita. Alla sinistra dell’ingresso vi è un busto del Duce, opera di Adolfo Wildt. In asse coll’ ingresso trovasi l’abside rivestita di marmi policromi in cui sta una vasca di vetri colorati con volute in metallo argenteo, di Giovanni Tolleri. Ai lati dell’abside sono due arcate con doppie ghiere in mattoni dorati; addossate alla parete stanno quattro colonne sorreggenti statue in bronzo, opera di Amleto Cataldi. Il pavimento è realizzato con cornici e fregi in marmo giallo di Siena uniti alle ceramiche di Galileo Chini, autore anche dei vetri dipinti delle finestre. Nell’ ultimo salone vengono inseriti pannelli dipinti dal Chini e dal Bargellini, oltre a mobili disegnati dallo stesso Brasini.


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