La Fontana delle Rane

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Nel Quartiere Coppedè, al centro del piazzale Mincio, si trova la Fontana delle Rane (1924), opera del progettista del quartiere Arch. Gino Coppedè (Firenze 1886 – Roma 1927). La fontana (diametro mt. 10 ca.; altezza mt. 2,70) si sviluppa su tre livelli: una semplice vasca circolare cordonata inferiore (al livello della piazza), quattro vasche minori in foggia di valve di conchiglia nella parte mediana, ed una vasca superiore del tipo “a calice” posta su di un plinto. Il corpo della fontana è realizzato interamente in lito-cemento (un tipo di cemento che imita il materiale litico naturale, molto usato nei fabbricati Liberty specie per gli ornati), compresa la decorazione d’ispirazione tardomanierista. La vasca di coronamento è retta da uno stelo ornato alla base da 4 mascheroni in espressioni diversamente atteggiate, mentre le 4 vaschette a forma di valva di conchiglia – sul cui umbone spiccano altrettanti batraci che danno il nome alla fontana – sono rette da coppie di figure virili inginocchiate (pescatori dalle cui reti fuoriescono pesci e crostacei) che buttano zampilli d’acqua dalla bocca. Il bordo della vasca sommitale (orlo del calice) – su cui svetta un breve pinnacolo donde zampilla un getto d’acqua verticale – è ornato anch’esso da rane, di minor dimensione, disposte radialmente in numero di 8 (sicché in totale le rane sono 12). Tra i gruppi di figure, il basamento del plinto reggente il calice sommitale è scandito da 4 valve di conchiglie minori (meramente ornamentali) e da altrettante “api berniniane” che riecheggiano per l’appunto il motivo decorativo usato dal Bernini in varie opere commissionategli dai Barberini. Il motivo delle rane era già stato adoperato dal Coppedè nel Castello Mackenzie e per un’analoga opera nel laghetto artificiale della “Esposizione di Marina ed Igiene marinara” di Genova (1914), mentre le api rimandano alla berniniana Fontana delle Api (1644), dinanzi alla quale l’architetto realizzò successivamente il suo ultimo edificio, detto Palazzo Coppedè (1927), in Via Vittorio Veneto.

[estratto da “Le Fontane di Roma nel Ventennio”: Libreria – Arte Ventennio]


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