La marmeria

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Recensione. Klaus J. Noneger, La marmeria, The Wall Edizioni, Roma 2026

Una raccolta di racconti che ci porta alla scoperta dell’umanità in ogni sua sfaccettatura, nata dall’urgenza di fissare sulla pagina l’amore per la vita quotidiana e per le persone autentiche: quelle che avrebbero un mondo da raccontare, ma restano in silenzio finché qualcuno non sceglie di dare loro voce. Sono storie di uomini e donne reali, immersi in luoghi veri e osservati dall’autore con i propri occhi, ben lontani dai burattini di un palcoscenico. Storie che parlano a noi e, soprattutto, parlano di noi.

Avviene persino quando, in una parabola che si fa metafora dell’esistenza, l’autore sembra inoltrarsi nel territorio fantascientifico dei robot di Isaac Asimov: la cornice speculativa diventa allora il pretesto per mettere a nudo un incontro umano, il cui drammatico epilogo va scoperto pagina dopo pagina.

È un realismo nudo e crudo, duro come la pietra della “marmeria” che dà il titolo all’opera. Un’impronta che richiama i maestri della letteratura americana del Novecento — da Raymond Chandler e William Faulkner fino a John Steinbeck —, ma che trova il suo vero mentore in Charles Bukowski, con la sua prosa fatta di “fango, whisky e sputo”.

“Homo sum, humani nihil a me alienum puto”, scriveva Terenzio. Ed è proprio questa massima che guida la narrazione: ci caliamo ogni volta nella vita del protagonista scoprendone l’umanità più intima. Succede sia quando l’autore affronta la cupa discesa nella droga — descritta in presa diretta, alla maniera di Jack Kerouac, senza compiacimenti né moralismi —, sia quando sfiora il fantasy (più vicino a Michael Ende che a Tolkien) o il soprannaturale di Mary Shelley e Bram Stoker. Perché i veri mostri, ci ricorda l’autore, vivono tra noi e hanno volto umano, anche quando incutono terrore.

Klaus J. Noneger non pretende — per innata modestia e non per calcolata captatio benevolentiae — di sedere accanto ai giganti della letteratura. Forse un giorno uno di questi racconti finirà in un’antologia scolastica, o forse il libro condividerà il destino di tante opere custodite in polverose biblioteche. Ma una cosa è certa: finché ci saranno uomini sulla Terra, ci sarà sempre qualcuno a raccontare la propria storia o quella di qualcun altro. E ci sarà sempre qualcuno ad ascoltare.

Simone de Bartolo


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