Il 28 Ottobre 1927 viene inaugurato il nuovo Palazzo delle RR. Poste (Ing. Andrea Gatto – Ing. Giuseppe Mantovano, 1922-27; esecuzione lavori Ditta Attilio e Vincenzo Cappello di Lecce), alla presenza del Podestà Cav. Uff. Prof. Dott. Giuseppe Stasi. Il 2 dicembre 1922 era stata posta la prima pietra da S.A.R. il Principe ereditario Umberto di Savoia, come ricordato da una pergamena murata nelle fondamenta.“Securo auspicio di perenne fratellanza fra le genti in questa ora luminosa di rinnovata giovinezza italica il giovine Principe Umberto di Savoia consacra con la prima pietra al libero scambio del pensiero umano l’edificio delle RR. Poste dei Telegrafi e dei Telefoni”. Il fabbricato è ubicato in un’area rettangolare tra l’allora piazza Sigismondo Castromediano (oggi piazza Giuseppe Libertini), la via Felice Cavallotti ed il Castello di Carlo V, ed è in stile neorinascimentale con accenti manieristi: le facciate sono animate dalle finestre a edicola con timpani curvilinei spezzati che inquadrano il tipico motivo della “conchiglia bramantesca”; il prospetto principale è altresì scandito da partiti architettonici in leggero risalto, in corrispondenza degl’ingressi, coronati da timpani curvilinei, su cui si aprono finestre di tipo termale (tripartite da lesene).
Le parti lapidee furono modellate dallo scalpellino Oronzo De Vitis (Lecce 1871-1949), compresi l’emblema sabaudo ed il fascio littorio entrambi clipeati (distrutti per damnatio memoriae), mentre ai lati degli ingressi si possono ancora ammirare interessanti esempi di stile Liberty applicato al ferro battuto, gli esuberanti draghi reggi-lampioni (Ditta Agostinelli di Lecce 1926-27) di Alceo Pantaleoni (Udine 1899 – Padova 1975), artista del ferro battuto che disegnò anche le inferriate delle lunette dei due portoni d’ingresso. Il 1° novembre 1927 fu scoperta la Targa ai Caduti Postelegrafonici (1927), collocata nell’androne del Palazzo delle RR. Poste, opera dello scultore Raffaele Giurgola (Lecce 1898 – 1970). Nello specchio della lapide, centinata, era in sommità a rilievo il corno simbolo delle Poste Italiane, mentre nel campo centrale l’iscrizione coi nomi dei caduti e l’epigrafe dedicatoria: “DA QUESTI UFFICI / ARTIERI D’AVVENIRE / LA GUERRA TRASSE / QUI / GENI TUTELARI / MORTE PER L’ITALIA / CONSACRA / MCMXXVII / V E. F.”; in basso a sinistra, la firma R. GIURGOLA. Detta lapide, nel dopoguerra fu privata degli ornamenti bronzei (i fasci littori “incriminati”, adorni di racemi di lauro simbolo della Vittoria), per poi essere successivamente asportata del tutto (ne ignoriamo il destino).


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