Otranto

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Fu l’Ing. Gaetano Marschiczek (Napoli 1857 – Lecce 1924) a progettare la sistemazione della piazza, nonché la ringhiera (Ditta F.lli Peluso di Lecce, 1922) e il basamento del Monumento ai Martiri d’Otranto (1922) e ad assumerne la direzione dei lavori. Il bozzetto (1906) e le parti scultoree si debbono ad Antonio Bortone (Ruffano, Lecce 1844 – Lecce 1938). Il monumento venne inaugurato il 3 dicembre 1922 alla presenza di SAR il Principe Ereditario Umberto di Savoia e dell’Ammiraglio Tahon di Revel, mentre la benedizione fu impartita dall’Arcivescovo Carmelo Patané.

   Il monumento in questione era stato concepito dal Bortone ben prima della guerra, ma, a causa di problemi d’ordine economico, fu solo dopo la Marcia su Roma che detto monumento poté finalmente essere inaugurato. Sul piedestallo in foggia di ara classicheggiante, si legge l’iscrizione dedicatoria: AGLI EROI E AI MARTIRI / OTRANTINI / DEL MCDLXXX / L’ITALIA RICONOSCENTE / MCMXXII. Nel frattempo, alla celebrazione dei Martiri del 1480 si univa il ricordo dei Caduti del 1915-18, come chiaramente espresso dalla semplice lapide mistilinea murata sul fronte del Castello, che riporta l’epigrafe: AL COSPETTO DI QUESTO MARE / DENSO DI STORIA E DI GLORIA / RIVIVONO CONGIUNTI / NEL SACRO IDEALE DI PATRIA / GLI EROI DEL TEMPO ANTICO E DELL’ETÀ NUOVA / MCMXV – MCMXVIII.

   L’antica Cattedrale di Maria SS. Annunziata (1080-88) fu interessata da un restauro di ripristino al romanico (1935) condotto sotto la supervisione del Prof. Renato Bartoccini (Roma 1893 – 1963) della R. Sovrintendenza ai Monumenti della Provincia di Lecce; un successivo intervento fu condotto (1947-60) dall’Arch.Francesco Schettini (Turi 1907 – Roma 1974) nel dopoguerra. Nella Cappella dell’Episcopio, fu realizzato il nuovo Altar Maggiore (Ditta Guacci di Lecce, 1927).

   Il Podestà Cav. Oronzo Gioacchino Tanzanelli si attivò onde portare a compimento importanti opere pubbliche, in primis la ristrutturazione del Porto Marittimo avviata negli anni ’20 e la sistemazione del Lungomare secondo un assetto già visto a Bari e a Taranto.


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