Nel 1907 fu decisa la costruzione del nuovo Ministero (L. 11 luglio 1907, n. 502) nell’area di Villa Patrizi fuori Porta Pia: fu incaricato (30 giugno 1909) l’architetto Pompeo Passerini, il cui progetto venne approvato il 15 settembre 1909 (modificato nel 1912). I lavori iniziarono nel 1913, ma, interrotti con l’entrata in guerra, vennero ripresi soltanto nel 1922 per concludersi nel 1925 (le opere di decorazione vengono ultimate l’anno seguente). Nel 1928-31 furono attuati i lavori di sopraelevazione e costruzione di una nuova ala.
“Nel malinconico Progetto per il Ministero dei Lavori Pubblici di Pompeo Passerini, indovini la sciattezza babelica di quegli interni l’uno dentro l’altro, carichi di scaffali, popolati dal formicaio malizioso ed infingardo di migliaia d’impiegati” [F. SAPORI, La I mostra biennale d’Arte in Roma, in Emporium, A. LIII (1922), n. 318, p. 303].
“Con il trasferimento della Capitale a Roma, il grave problema della sistemazione dei pubblici uffici ebbe una soluzione provvisoria, quanto mai inadeguata al necessario decoro ed alla vastità delle funzioni […]. Fu così che all’Amministrazione dello Stato si impose la necessità di procedere alla costruzione di appositi edifici, con un programma vasto ed organico […]. L’edificio è a cinque piani fuori terra, con facciata in mattoni e travertino, in un corretto barocco […], uno stile insomma che si potrebbe chiamare ministeriale, con buona pace di Ugo Ojetti il quale molti anni fa sosteneva essere il barocco lo stile ufficiale della Terza Italia” [A. MELIS, Il nuovo Ministero dei Lavori Pubblici (Arch. Pompeo Passerini), in L’Architettura Italiana, A. XXI (1926), n. 6, pp. 61].
Nel 1920 fu realizzato il Monumento ai Dipendenti del Ministero Caduti nella Grande Guerra, ubicato nel vestibolo: esso è opera di Turillo Sindoni (Barcellona Pozzo di Gotto, Messina 1868 – Roma 1941). Opera di Ermenegildo Luppi (Modena 1877 – Roma 1937) sono invece le decorazioni plastiche in facciata, in particolare le due figure virili – di chiara ispirazione michelangiolesca – raffiguranti un’Allegoria del Lavoro (1925) nel frontone del portale d’ingresso, ai lati del cartiglio con l’iscrizione LAVORI PVBBLICI.
Nel vestibolo furono collocati due grandi “quadri murali” di Maurizio Rava (Milano 1878 – Roma 1941): Risveglio dell’anima italica e Redenzione delle terre italiche (1926).
“Ecco i due grandi quadri che, con funzione decorativa, intesa nel senso più nobile della parola, adornano le pareti del vestibolo monumentale del Ministero dei Lavori Pubblici. Quella fede nazionale che ho indicata e pregiata nel Rava, trova qui gli aspetti della sua esaltazione. Lodandoli, il Duce della nuova Italia ne ha inteso certamente lo spirito che è tra le virtù più grandi di essi. La vasta proporzione delle due tele (m. 5×4 ognuna) non ha scoraggiato l’artista che ha saputo raggrupparvi architetture, linee e figure con severa armonia. I soggetti: il Risveglio dell’anima italica nell’uno e la Redenzione delle terre italiche nell’altro sono sviluppati, nonostante la loro natura, fuori del modo letterario e retorico. Quel tanto di convenzionale che in essi si può riscontrare è, si può dire, fatale in certe trattazioni le quali vanno condotte secondo certe inviolabili leggi. L’interessante è che a funzione decorativa sia raggiunta, che i colori vi concorrano e che vi concorrano le forme. E questo il Rava ha indubbiamente ottenuto senza ricorrere a transazioni od a lenocinii, incompatibili, del resto col carattere della sua arte” [T. SILLANI, Artisti contemporanei: Maurizio Rava, in Emporium, A. LXIII (1926), n. 378, pp. 339-341].
Gli arredi interni delle sale di rappresentanza del Ministero dei Lavori Pubblici furono realizzati da varie ditte, su disegni dell’artista Umberto Bellotto (Venezia 1882-1940). Per saperne di più sui Palazzi di Roma nel Ventennio, vedi Architettura del Ventennio. Palazzi di Roma di Simone de Bartolo | Cartaceo



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