Fu per volere del Duce che la città di Taranto assunse il rango di Capoluogo di Provincia (1923), avendone riconosciuta l’importanza conferitale dalla presenza dell’Arsenale Militare (1883-99) – vitale per la Nazione durante il primo conflitto mondiale – nonché dal fatto di essere l’unica città industriale delle Puglie (seconda solo a Napoli nel Sud Italia). Tale nuovo rango comportò la necessità per la Città dei Due Mari di dotarsi di nuovi edifici pubblici, che rispondessero ad esigenze di funzionalità e di estetica coerenti con le direttive del Regime Fascista. Nel tarantino vennero realizzate imponenti opere: bonifiche intraprese dall’ONC, linea ferroviaria Taranto-Martina Franca, acquedotti, rete della fognatura (Ing. Achille Bassetti di Milano – Impresa Resta e Speranza, 1928-34), linee elettriche lungo le strade provinciali (1924-29), illuminazione pubblica cittadina (Ditta Bianchi e Romagnoli di Bologna – Ditta Amedeo Franco di Taranto, 1929), sviluppo dei cantieri navali. Tuttavia, “l’opera per la quale Taranto serba al Duce un’imperitura profonda riconoscenza è l’elevazione della città a capoluogo, perché tutti sanno che se questo ardente voto è stato esaudito, si deve esclusivamente alla personale iniziativa e volontà di Lui.” Tale riconoscenza fu manifestata dalle acclamazioni popolari durante la visita (7 settembre 1934) di Mussolini nella città bimare. Malauguratamente, il sogno della grande Taranto avamposto militare dell’Impero Italiano cessò bruscamente nella notte del 10 giugno 1942, quando, durante una criminale incursione aerea inglese, perirono 41 vittime civili, e vennero distrutti non soltanto obiettivi militari, ma anche molti edifici privati, in spregio alle Convenzioni Internazionali. Tra le testimonianze monumentali del Ventennio restano alcuni monumenti ai Caduti sparsi nella provincia jonia e, soprattutto, le notevoli opere edilizie del Capoluogo, scampate alla damnatio memoriae antifascista del dopoguerra.
Per saperne di più, vedi “Architettura e scultura monumentale del Ventennio a Taranto e Provincia” nella sezione Libreria – Arte Ventennio

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