Teramo

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A Teramo le opere più cospicue furono concepite dall’Arch. Vincenzo Pilotti (Ascoli Piceno 1872-1956). L’Arch. Ing. Prof. Comm. Vincenzo Pilotti (Ascoli Piceno 13 febbraio 1872 – 22 Marzo 1956) studiò Architettura presso l’Istituto di Belle Arti di Roma e di Firenze, ed ebbe come maestro Luigi Rosso. Nel 1902 gli venne assegnata la cattedra di architettura alla R. Università di Pisa, e tra suoi allievi vi fu Giovanni Michelucci. Amico di Giacomo Puccini, disegnò per lui una Villa a Viareggio e la Tomba a Torre del Lago. Partecipò ad innumerevoli concorsi: Biblioteca Nazionale di Firenze, Cimitero Monumentale a Monza, Palazzo Comunale di Rieti e di Pescara, Ossario Monumentale al Verano, ponte sul fiume Pescara, Monumento ai Caduti di Ancona. La sua visione estetica era improntata a stilemi floreali e classicisti. Nel 1942 viene nominato Professore Emerito. Tra le sue opere realizzate a Teramo: gli edifici privati Muzii (1908) e Cerulli (1914), in stile Liberty; il nuovo Palazzo delle Poste e Telegrafi (progetto 1924-26; realizzazione 1929), sobriamente classicista; infine, il Liceo Convitto, che tratteremo nel dettaglio.

Il Palazzo della Cultura sede del R. Liceo Ginnasio Convitto Nazionale “Melchiorre Delfico” (1912-34), di stile neorinascimentale, si pone in linea con i precedenti ottocenteschi di analoghi edifici scolastici. Esso consta di un corpo di fabbrica unico, ripartito in tre part principali con annessi due cortili interni; l’una ad uso delle scuole (R. Liceo Ginnasio “M. Delfico”), l’altra per la R. Biblioteca “M. Delfico” e l’Aula Magna, la terza per il Convitto Nazionale. A causa dell’acclività del terreno, presenta 3 piani sul fronte principale (lato nord) prospettante sulla piazza Dante, 4 piani sul fronte postico (lato sud) prospiciente il corso di Porta Romana. Il piano rialzato contiene la palestra, la sala di ricreazione, i bagni ed altri sevizi; il secondo livello comprende: infermeria, cucine, refettorio, scuole elementari, aule speciali e locali uso deposito; il terzo livello comprende l’atrio d’ingresso principale, aule, biblioteca e sala lettura; al quarto piano si trovano i locali del convitto, al quinto l’abitazione del Rettore e dei dipendenti. La superficie complessiva è di 8.923 mq, per un totale di oltre 200 vani. Stilisticamente, presenta una decorazione degli interni sobria e severa, più in linea col coevo stile piacentiniano di quanto non fosse l’esterno. Nell’Aula Magna lo spazio è scandito dal soffitto cassettonato, dal pavimento geometrico (in linoleum ad intarsio) e dalle pareti ritmate da lesene, nicchie e finestre con cornici modanate; motivo decorativo dominante è il fascio littorio stilizzato, presente nelle specchiature ed ai lati dei clipei sull’architrave delle finestre; sull’architrave della porta d’accesso si trova anche l’emblema sabaudo. La “distonia” stilistica tra esterno ed interno è dovuta al fatto che il progetto venne redatto nell’anteguerra (1912), mentre l’esecuzione dei lavori (Impresa Soc. An. L’Avvenire di Teramo) venne effettuata (1925-34) in piena Era Fascista.

Tra le opere del Pilotti non realizzate: il Palazzo del Consiglio Provinciale dell’Economia Corporativa (1933); il Palazzo del Governo (1930 ca.); la Casa Littoria di Teramo (1941-43). Tutte queste opere traggono la loro ispirazione sempre dall’ architettura classica, ma semplificandone la decorazione secondo i dettami dello stile Littorio piacentiniano: si tratta quindi di un aggiornamento, non di un rinnegamento del suo stile, che rimarrà sempre coerente coi suoi principii, improntati al Tradizionalismo architettonico. Nel dopoguerra, Pilotti progettò per Teramo anche il nuovo Santuario di S. Gabriele (1946), ulteriore conferma della coerenza del suo stile, che rimane organico al Secondo Rinascimento Artistico Nazionale.

La Casa del Balilla (1928-33) di Teramo fu realizzata dal tecnico comunale Ing. Ovidio Bartoli, già autore del Teatro Apollo (1909-12), con la collaborazione dell’Ing. Guido De Bernardis, che ne diressero i lavori, rielaborando il progetto redatto dal Capo dell’Ufficio Tecnico dell’ONB, l’Arch. Enrico Del Debbio (Carrara 1891-Roma 1968). Il prospetto principale presenta elementi decorativi tipici delle opere di Del Debbio, quali i festoni, le nicchie con statue, i caratteristici timpani spezzati (tutti elementi che ritroviamo nei fabbricati che costituiscono il complesso del Foro Mussolini a Roma), che tuttavia in fase d’esecuzione vengono notevolmente semplificati rispetto al progetto originario. I due avancorpi che delimitano il fronte principale contengono i due ingressi: l’uno maschile, l’altro femminile. Tale differenziazione degli ingressi la ritroviamo in molte altre case del Balilla (che accoglievano, in locali separati, anche le Piccole e Giovani Italiane) nonché nella maggior parte degli edifici scolastici. Fu proprio l’On. Renato Ricci – in qualità di presidente dell’ONB – ad inaugurare la Casa del Balilla di Teramo l’8 Aprile 1934.

   Si tratta di un’opera esemplare di architettura fascista a Teramo, che richiama, come abbiamo visto, gli stilemi adoperati da Del Debbio nel Foro Mussolini a Roma.


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