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La sede della Banca Nazionale di Credito (1924) è opera dell’Arch. Ugo Giovannozzi (Firenze 1876 – Roma 1957) che interviene rinnovando un preesistente fabbricato progettato (1900) dal suo vecchio maestro, l’Arch. Riccardo Mazzanti (Firenze 1850-1910). Giovannozzi progetta le sedi di parecchi istituti di credito, in varie città; a Firenze interviene anche nella Banca Mutua Popolare (1910) in via dei Conti, nella Banca Commerciale Italiana (1950) in via S. Egidio [ristrutturazione] e nel Monte dei Paschi di Siena. Il Palazzo del Credito Italiano presenta un prospetto principale a 5 interassi di aperture distribuite su 4 piani: i primi due piani sono inquadrati da un ordine di arcate comprendenti pianterreno e mezzanino, mentre i due piani superiori sono scanditi da finestre a edicola. In maniera canonica, i prospetti tendono ad “alleggerirsi” verso l’alto: nei piani inferiori prevale il bugnato liscio in pietra (travertino artificiale), che ritroviamo nei cantonali d’angolo, mentre nei piani superiori il trattamento delle superfici è ad intonaco color ocra. Il portale d’accesso è evidenziato da un timpano curvilineo spezzato a volute, recante al centro una protome femminile (raffigurante la Dea Minerva), e in asse con l’ingresso è collocato superiormente il balconcino del piano nobile con l’asta portabandiera; non mancano le consuete cornici e fasce marcapiano, e, alla sommità del fabbricato, il classicheggiante cornicione retto da mensole. Si tratta, in definitiva, del consueto stile eclettico “tosco-romano” che Giovannozzi adopera anche nei suoi progetti per la Capitale. Le decorazioni interne sono da attribuirsi al pittore Ezio Giovannozzi (Firenze 1882-1964), fratello dell’architetto nonché suo abituale collaboratore, che disegna anche i cartoni per le vetrate (Ditta Ulisse De Matteis di Firenze).

Tratto da “Firenze. Guida illustrata”, che puoi trovare nella sezione Libreria – Arte Ventennio


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